Il perdono è spesso frainteso come un atto di debolezza o come un modo per giustificare un torto subito. In realtà, è uno dei gesti più coraggiosi e rivoluzionari che un essere umano possa compiere. È la chiave che apre la cella in cui, spesso senza rendercene conto, abbiamo rinchiuso noi stessi.
Scegliere di non perdonare significa legarsi indissolubilmente alla persona che ci ha ferito. Il rancore è come un veleno che beviamo sperando che faccia male al nostro nemico; in realtà, consuma solo noi stessi, rubandoci il sonno, la gioia e la fiducia nel prossimo.
Quando perdoniamo, non stiamo necessariamente dicendo che ciò che è accaduto sia giusto, ma stiamo decidendo di vivere con maggiore leggerezza.
Il perdono è, prima di tutto, un regalo che facciamo a noi stessi per smettere di essere schiavi del passato.
“Sopportatevi a vicenda e perdonatevi a vicenda, se uno ha di che dolersi d’un altro. Come il Signore vi ha perdonati, così fate anche voi.”
(Colossesi 3:13)
Esiste un mito comune secondo cui il perdono porti all'amnesia selettiva. Non è così. Perdonare non è un colpo di spugna sulla memoria, ma un mutamento del cuore rispetto al ricordo.
Perdonare significa ricordare l'evento senza più provare il desiderio di vendetta o la morsa dell'amarezza. È come guardare una cicatrice: il segno resta, ma il dolore acuto della ferita è svanito.
Dimenticare è un processo involontario o un limite biologico della mente.
Perdonare è una scelta intenzionale della volontà.
Se aspettiamo di dimenticare per poter perdonare, non lo faremo mai. Il perdono deve avvenire mentre il ricordo è ancora vivido, proprio per disinnescare il potere tossico di quel ricordo sulla nostra vita presente.
Spesso restiamo ancorati al passato, rimuginando su ciò che è accaduto. Tuttavia, restare fissi sullo specchietto retrovisore impedisce di vedere la strada che abbiamo davanti. Dio ci invita a non permettere al passato di definire il nostro futuro:
“Non ricordate più le cose passate, non pensate più alle cose antiche. Ecco, io sto per fare una cosa nuova; essa sta per germogliare; non la riconoscerete voi? Sì, io aprirò una strada nel deserto, farò scorrere dei fiumi nella steppa.” (Isaia 43:18-19)
Una delle domande più profonde è: "Se Dio sa tutto, come può dimenticare i nostri peccati?". La risposta risiede in un atto di volontà. Quando la Bibbia dice che Dio non ricorda più i nostri peccati, non intende un vuoto di memoria, ma la scelta attiva di non far pesare quegli errori nella Sua relazione con noi.
Dio decide di non chiamare in giudizio le nostre colpe passate. Ecco come la Scrittura descrive questo oblio divino:
L'abisso della grazia: “Egli tornerà ad avere pietà di noi, calpesterà le nostre colpe. Tu getterai in fondo al mare tutti i nostri peccati.” (Michea 7:19)
Una distanza infinita: “Come è lontano l'oriente dall'occidente, così egli ha allontanato da noi le nostre colpe.” (Salmo 103:12)
La promessa del Nuovo Patto: “Perché io perdonerò la loro iniquità e non mi ricorderò più del loro peccato.” (Geremia 31:34)
La capacità di perdonare torti profondi nasce "dall'alto". Il fondamento del perdono cristiano risiede nell'opera di Gesù sulla croce:
Pensa un attimo e prova a visualizzare Gesù, quel giorno che morì alla croce. Lo sai perché era lì?
Gesù, il figlio di Dio era lì anche per te! Perché Dio ti ama immensamente!
Ogni tuo peccato, ogni tuo errore, sono stati caricati su di lui in quel momento, affinché tu potessi ricevere il perdono di tutti i tuoi peccati che ti separavano da Dio. Gesù che non aveva fatto niente e aveva vissuto una vita in obbedienza perfetta al Padre Celeste è morto, così che non dovessi pagare tu per i tuoi errori passati, presenti e futuri. La punizione che tu meritavi l'ha presa Lui.
Tu puoi essere riconciliato con Dio Padre perché Gesù ti ha liberato dalle tue colpe e ti ha perdonato. L'unica cosa che devi fare è credere nel suo sacrificio e ringraziarLo, dandoGli posto nella tua vita come amico e Salvatore.
“Ma Dio manifesta il suo amore verso di noi in questo: che, mentre eravamo ancora peccatori, Cristo è morto per noi.” (Romani 5:8)
Per sperimentare questa libertà e riconciliarsi con Dio, il percorso è semplice ma profondo:
Credere nel sacrificio di Gesù come atto di amore per te.
Ringraziare e accoglierlo nella propria vita come Salvatore e Amico.
Pregare per chiedere la forza di rilasciare il perdono verso gli altri, imitando l'oblio intenzionale di Dio.
"Signore, riconosco i miei errori e il peso del rancore che porto. Grazie perché Gesù è morto per me, cancellando il mio debito. Accetto il Tuo perdono e scelgo oggi di non ricordare più il male ricevuto come un’arma, ma di lasciarlo andare come tu mi chiedi di fare, dammi la forza per farlo e ritrovare in Te la gioia e la pace che desideri donare al mio cuore. Amen."
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